Il paesaggio agrario, almeno per quello che riguarda l'Italia, ha una duplice matrice: il colle e la siepe. Il primo plasmato dalla natura, la seconda piantata e curata dalla mano dell'uomo. Sul binomio tra opera della natura e opera dell'uomo nel modellamento del paesaggio agrario sono state scritte pagine esemplari. Tra tutte si può ricordare il capitolo iniziale di un libro dal titolo significativo, Man's adaptation of nature di Patrick Bryan, che opponendosi all'ispirazione dei geografi tedeschi che nel crepuscolo dell'Ottocento avevano assunto come dogma la dipendenza necessaria dell'attività umana dalle risorse naturali, fonda la propria riflessione sul postulato che tra l'ambiente e l'uomo che vi abita si stabilisce un rapporto di duplice interazione: l'ambiente condiziona le attività umane, ma l'uomo reagisce al condizionamento modificando l'ambiente, così da rendervi possibili attività che l'assetto naturale non consentirebbe. Read more »